Quelli che microsoft. Rilanciare un colosso come quelli Redmond non deve essere un’impresa facile. Però per 300 milioni di dollari forse un quarto d’ora per buttare giù due schizzi e pensare ad uno spot migliore di questo ce li avrei passati volentieri. Non i creativi di microsoft, che nella guerra senza quartiere per il dominio del mercato dei computer, hanno deciso di bissare la figuraccia della prima campagna. Protagonisti niente di meno che Bill Gates in persona e John Hodgman. Il primo spot non è andato molto bene, era troppo palese che a microsoft bruciasse ancora troppo la campagna la fortunata campagna Apple: “I’m a mac — I’m a Pc”. Orginale, irriverente, inimitabile. O forse no.
No, in effetti è stata imitata con parodie e divertenti scenette in tutto il mondo. Pure la microsoft si è accodata: ribadendo però con chiarezza che i creativi, grafici e musicisti che fanno sul serio stanno stanno di qua, di là il resto del mondo. Tant’è che, con umiliante autoironia, ha deciso di intraprendere un’altra disastrosa campagna, tutta nuova.… I’m a Pc. E basta. Uno spot fatto di persone che davanti alla telecamerea dichiarano candidamente di essere dei pc. E si vede. Ovvero nerd, gente coi neuroni bruciati, burocrati, architetti di case popolari, terzo mondo, pescatori e graffitari. Tutti chiaramente pagati per essere pecore che belano questa frase penosa. Un quadretto interessante direi. Inoltre, oltre alla resa di fronte al genio dei creativi apple, hanno incrementato le vendite di notebook e computer Mac, rafforzando il brand e mettendosi arrendevolmente nella posizione di chi ha capito di non avere gli strumenti nè l’immaginazione per creare un prodotto nuovo e di tendenza.
Sono un pc e porto gli occhiali.. sono un pc e non sono solo.. sono un pc e porto i jeans..
OH-MY-GOD.. Gli unici che si salvano sono i bambini del terzo mondo, che sono tanto carini :)




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